"Ritengo di aver inventato l'edificio piu' bello del mondo, qui sopra rappresentato. Si tratta di una struttura in acciaio, alta 60 metri, con un'apertura di 180 metri, nei due sensi, alla base degli archi, i quali racchiudono volumi da adibire ad usi commerciali o abitativi. Sotto gli archi lo spazio e'  libero per boschi, giardini, oppure campi da tennis, piscine od altro. Ci sara' un sindaco o un Comitato Olimpico o un'Ente Fiera che voglia fare di quest'opera il simbolo della sua citta'" "Le gocce d'acqua che cadono sul territorio italiano e poi raggiungono il mare compiono un dislivello complessivo di almeno 2500 metri in media, compiendo un lavoro gravitazionale pari a circa 1635 miliardi di kWh. La metà di questo viene compiuto strisciando sul territorio formando torrenti e fiumi. A sua volta, solo il 6 % di questo viene catturato e sfruttato dagli impianti idroelettrici italiani. Io credo che potremmo intercettarne un altro 3% cioè altri 20 miliardi di kWh/anno. " "PALESTRA AD ORTE (2012) Inaugurata nel Maggio del 2012. Struttura portante realizzata con archi parabolici in legno lamellare: altezza = metri 13; apertura alla base = metri 30. Calcolati per nevicata eccezionale e per venti a 150 km/ora." "Con l'aiuto di alcuni amici l'ho fatta costruire nel garage di uno di essi, con pochi kg di tubolare di acciaio, tre ruote da carrelli al traino, un sistema sterzante e frenante di una vecchia 500 , due sedili, nonche' due batterie da camion (70 kg) che azionano un motore elettrico da 3 kW a 12 Volt, con trasmissione a catena."

Articoli vari


 

I  NUMERI  DELL’ENERGIA

L’isola sperduta

Secondo lei  che sta leggendo, un’isola sperduta nell’Oceano, di 100 ettari, senza navi e senza aerei, quanti abitanti dediti all’agricoltura può mantenere?

E’ logico rispondere: “Certamente più di 5 abitanti, ma anche meno di 20mila !!”

A conti fatti, si troverebbe che l’isola può far sopravvivere al massimo qualche centinaio di abitanti.

Infatti si tratta di un bio-sistema isolato: tutto ciò che di commestibile nasce su quell’isola è costituito da composti chimici  che si sono formati partendo dall’acqua, dall’anidride carbonica, e dalla radiazione solare.  Ovviamente lo stesso accade in tutto il resto del mondo.

Su un ettaro “piovono “ ogni anno, alle nostre latitudini, circa 20 miliardi di Calorie provenienti dal Sole. Bene che vada, su quell’ettaro si formano in media circa 50 quintali di sostanza commestibile + 50 quintali di sostanza non commestibile.

Traducendo tutto in unità termiche, sia bruciando dentro organismi animali sia in focolari comuni, questi 100 quintali svilupperebbero non più di 40 milioni di Calorie, con un rendimento di circa 1 su 500, riguardo al calore solare che fu il motore della fotosintesi!!!

 Un pianeta sperduto.

E’ difficile trovare qualcuno che contesti una sola virgola del discorso fatto sopra a proposito dell’isola sperduta.

La  nostra Terra è molto più grande di quell’isola, ma è pur sempre un bio-sistema isolato!! Chissà perché, allora, c’è sempre qualcuno che si ostina ad auspicare uno sviluppo economico dove ogni anno si producono e si consumano più beni dell’anno precedente, senza limiti, all’infinito, come forsennati, all’insegna dei motti “dopo di me il diluvio!!!” oppure: “muoia Sansone con tutti i Filistei!!”

Questo tipo di comportamento è degno di esseri irrazionali e stolti.

 Il disastro climatico

Non possiamo bruciare il petrolio fino al suo esaurimento, dobbiamo smettere prima, per attenuare il disastro climatico. Ho detto attenuare, non evitare!! Non si fa più in tempo ormai.

Il disastro è già in atto!  Serve una prova? Eccola.

A Perugia, la facoltà di Agraria, dal 1946 al 1979 ha registrato una media annua di 2140 ore di presenza di Sole visibile in cielo.

Dal 1988 al 2007, la stessa facoltà di Agraria ha registrato una media di 2604 ore annue di Sole visibile!! Ed in più le piogge sono diminuite!

Qualcuno è disposto a credere che ciò non ha alcun significato?

Si andrà incontro dapprima allo scioglimento dei poli, poi forse ad un’era glaciale.

Gli abitanti nordici vorranno venire ad abitare più a sud, chi ha l’ultimo petrolio non vorrà venderlo, mancherà la corrente elettrica, il riscaldamento domestico tornerà come negli anni 50, non ci sarà gasolio per i trattori, il cibo mancherà, ci saranno rivolte,  nessun governo riuscirà a gestire la situazione e…….. la popolazione mondiale calerà di molto.

 

QUALE  FUTURO?

 

Non c’è posto per 10 miliardi di abitanti che consumino ciascuno quanto un cittadino Italiano di oggi. Ovviamente la soluzione non va cercata nell’impedire l’accesso al benessere a chi non l’ha ancora raggiunto, ma nell’abbattimento dei consumi di coloro che esagerano, per far posto allo sviluppo armonico di tutti gli abitanti del pianeta, fino al raggiungimento di uno stato di equilibrio che possa essere mantenuto dall’uso, certamente  massiccio e ben visibile, delle fonti rinnovabili

Chi sta leggendo queste parole è bene che comprenda, una volta per tutte, che le ultime quattro righe  precedenti, lungi dal possedere un carattere dirompente ed eversivo, rappresentano, se comprese in tempo, l’unica speranza di vita del genere umano nei prossimi secoli.

Personalmente mi rendo ben conto che il raggiungimento di quel tipo di equilibrio verrà raggiunto solo dopo grandi tragedie, perché non sarà possibile cambiare modello di civiltà in modo graduale, come invece sarebbe consono ad esseri razionali. Ma l’Uomo Civile Medio non è un essere razionale.

Infatti, per ottenere i permessi necessari all’impianto di fonti rinnovabili, occorrono ancora oggi svariati anni, cosicché gli imprenditori si stancano e lasciano perdere.

Quasi tutti gli amministratori sono convinti  che se in un fiume c’è una lontra, esso deve diventare sacro! Niente centrale idroelettrica!

Se su un monte hanno visto un falco….. niente torri eoliche!

Se queste si vedono da 20 km, di nuovo niente torri perché fanno impatto visivo!

Sui tetti dei centri storici, niente pannelli solari! Disturbano gli antenati!

Invece, stranamente ciò che non si vede non dà fastidio, come i fumi di scarico provenienti da quei  1400 milioni di autobotti all’anno, piene di petrolio equivalente, che il mondo brucia!!

Sì, proprio quella è la quantità di  combustibile equivalente che il Mondo brucia ogni anno, assumendo che un’autobotte contenga 9000 litri.

Dunque oggi il Mondo consuma circa 10000 Megatep all’anno, (essendo il Megatep pari ad 1 milione di tonnellate di petrolio equivalente, cioè 10000 miliardi di Calorie), ovviamente con abissali squilibri, cioè chi tanto e chi niente.

 

La fonte nucleare.

Se vogliamo giocare al nucleare, ebbene, facciamo pure quattro o cinque centrali da 1000 Mega Watt elettrici!

Però vogliamo nel contempo calcolare quante ne servirebbero per “sfamare” l’Umanità nei prossimi decenni o secoli, quando le fonti fossili non ci saranno più?

Un cittadino Italiano ora consuma l’equivalente energetico di 4000 litri di petrolio all’anno, per usi civili ed industriali e per trasporti.

Quante centrali?

  Se, col miraggio di energia nucleare  per tutti, diventassimo 9 miliardi di persone, tutti con quel consumo, questo ammonterebbe a 28800 Megatep e le centrali da 1000 MegaWatt, erogando solo elettricità, dovrebbero sfornare ben 335 mila miliardi di kWh elettrici all’anno, nell’ipotesi che i consumi fossero tutti uniformemente distribuiti nel tempo. Saltando i calcoli,  servirebbero quasi 56 mila centrali in tutto il mondo, ( 560 in Italia, dove c’è posto solo per una cinquantina, perché non abbiamo acqua di raffreddamento).

La polluzione termica.

 Per il secondo principio della termodinamica, per fare un kWh da fonte termica occorre bruciare circa 2400 Calorie, le quali in definitiva si riversano tutte nella Biosfera.

Le centrali di cui sopra quindi riverserebbero nell’ambiente 804 milioni di miliardi di Calorie all’anno, equivalenti (fidatevi!) al calore necessario per riscaldare di 5 gradi  uno strato di atmosfera alto 1000 metri su tutto il globo.

Potrebbe tutto questo, in futuro, rimanere senza effetti catastrofici sulla delicata macchina del Clima Terrestre?

La polluzione termica attuale.

Già ora, con 10000 Megatep globalmente consumati, senza considerare affatto l’effetto serra, emettiamo intorno ai 100 milioni di miliardi di Calorie all’anno, cioè 8 volte meno dello scenario sopra descritto, ma equivalenti ogni anno all’energia di riscaldamento di 0,65 gradi di quella massa d’aria sopra citata.

Anche un bravo ragazzo di terza media potrebbe calcolare che la quantità di calore oggi emessa, se fosse tutta convogliata a sciogliere i ghiacci polari, sarebbe sufficiente a fondere uno strato di 10 cm ricoprente tutto il continente antartico (= 14 milioni di km quadrati!!).

Oppure: quel calore equivale alla quantità sufficiente a far salire di un grado, ogni anno, la temperatura di uno strato di ghiaccio alto 16 metri e ricoprente la stessa Antartide

E’ chiaro allora perché il Clima STA GIA’ cambiando?

I calcoli di cui sopra sono inoppugnabili, e lo dico con grande rammarico!!

Come mai ancora alcuni pseudo- scienziati si affannano a dire che sta tutto a posto??

Dulcis in fundo.

a)      Tutte quelle centrali sopra paventate, del tipo a fissione nucleare, divorerebbero in pochi decenni tutto il materiale fissile del pianeta.

b)      Noi Italiani non possediamo materiale fissile!!

c)      Non abbiamo posto per fare tutte quelle centrali!!

d)     Ci dicono: le faremo a fusione nucleare, ma intanto nessuno le sa fare di questo tipo e poi rimane in tutto il suo spavento il nodo della polluzione termica. In ogni caso andrebbero fatte sul mare, una ogni 15 km di spiaggia, nel nostro caso.

 L’uso razionale dell’energia.

Sia ben chiaro: io non accuso seriamente nessuno di voler costruire 560 centrali nucleari nei prossimi decenni o secoli!!

Sto solo esponendo ragionamenti che dimostrano che il futuro non sarà nucleare.

Del resto anche i filo-nucleari dicono che prima ci vuole un grande risparmio, per poter far ricorso a poche centrali!!

Benissimo!1  Una volta sposata l’idea del grande risparmio, allora poniamo mano a diffondere la lotta ai colossali sprechi di energia diffusi dappertutto e facciamo bastare le fonti rinnovabili, foriere di grande libertà individuale ed internazionale.

 Le fonti rinnovabili.

L’Italia ora consuma  circa 190 Megatep; ne consumava 82 nel 1965, durante il bum economico.

Forse che oggi c’è un maggior “tasso di felicità” rispetto ad allora? Ho seri dubbi!!

Una porzione di terreno marginale (circa 3500 km quadrati) adibito a fonti rinnovabili potranno fornire circa 90 Megatep all’anno.

E dovranno bastare!!   Dopo le devastazioni e le tragedie della catastrofe climatica, i cittadini della Terra accetteranno volentieri che, in ogni comune, l’assessorato più importante diventi quello dell’energia, con poteri grandissimi, e affidato a gente che conosce bene il problema.

-        Ogni famiglia od altra utenza avrà i suoi metri quadrati fotovoltaici con la sua catasta di batterie, il suo mini eolico, i  suoi 15 metri quadrati di solare termico per il riscaldamento invernale ed il condizionamento estivo, nella sua casa ultra ben isolata termicamente.

-        Ciascuno cambierà radicalmente le sue abitudini e si vestirà in modo molto più pesante in inverno, andrà al lavoro con piccoli mezzi elettrici e pubblici od anche in bicicletta.

-        Le fabbriche smetteranno di produrre merci inutili, e smetteranno di essere dei colabrodo energetici.

-        Idem per tutti gli edifici pubblici.

-        La gente si sposterà di meno, e prenderanno piede le video-tele-conferenze.

-        La manodopera disoccupata finalmente troverà impiego nella conduzione delle migliaia e migliaia di impianti solari di potenza, per la produzione di idrogeno ad usi industriali, negli impianti di fermentazione ed in quelli di accumulo termochimico per immagazzinare il calore solare estivo ed utilizzarlo l’inverno successivo. 


 

ORA SCENDO IN GIARDINO E TI MISURO L’ECCENTRICITA’ DELL’ORBITA TERRESTRE!!

Alcuni anni fa mi era presa la fissa di riuscire ad effettuare spettacolari misurazioni di grandezze caratteristiche del Sistema Solare con poveri mezzi, come se mi trovassi a vivere nei secoli passati. Riuscii a determinare la temperatura superficiale del Sole e la sua densità, (vedere altro articolo), senza conoscere né la sua distanza né la sua massa!  Qui racconto come feci per l’eccentricità dell’orbita.

Occorre però un richiamo sull’ellisse, dando per scontato che il lettore sappia già qualcosa su tale curva.  Per ogni punto P della curva, (vedere figura),  la distanza  P-F1   +   la distanza P-F2  è uguale all’asse maggiore dell’ellisse pari a  2*a  ; F1 ed F2 si chiamano fuochi.  I pianeti percorrono orbite ellittiche, ma così poco schiacciate che sembrano dei cerchi,  cosicché i due fuochi sono molto vicini al centro O.

Il Sole occupa uno dei due fuochi.
Guardando il disco del Sole dal perielio, esso sarà compreso nell’angolo alfa1  che è maggiore dell’angolo alfa2 nel quale si potrà vedere lo stesso disco dall’afelio.
Io allora ho pazientemente atteso il 4 gennaio, con la speranza che il cielo fosse sereno, per vedere il Sole al perielio, e poi il 4 luglio in afelio. Ho piazzato il mio teodolite, ed ho trovato che il disco del Sole attraversava il reticolo interno all’oculare la prima volta in 130,6 secondi e la seconda volta in 126,3 secondi.

E’ inutile calcolare alfa1 ed alfa2 in radianti, perché questi sono proporzionali ai tempi sopra indicati.
Quindi posso scrivere che il diametro del Sole è   d = alfa1 * (a-c)      ma è anche  d = alfa2  * (a+c)  per una banale proprietà degli angoli al vertice di un triangolo isoscele, quando l’angolo è molto piccolo.
Quindi  :   alfa1 * (a-c)  = alfa2  * (a+c).   Sostituendo alfa1 ed alfa2 con i tempi impiegati dal Sole  ad attraversare il reticolo del teodolite, si ha
(a+c) / (a-c) =  130,6 / 126,3      Al primo membro divido tutto per a e si ottiene (1+c/a) / (1-c/a)  =  130,6 / 126,3  .   Ma c/a è proprio l’eccentricità dell’orbita, chiamata “e” e quindi l’equazione diventa :    (1+e) / (1-e) =     = 130,6/126,3  .   Da qui fu un gioco da ragazzi  ricavare   “e” = 0,016 = c/a  = eccentricità dell’orbita terrestre intorno al Sole.
Cioè, se il semiasse maggior dell’orbita fosse pari, per esempio, a 100 milioni di km, il Sole si troverebbe distante  c = 0.0167 * 100 = 1.67 milioni di km dal centro dell’ellisse.  Se il semiasse fosse 150 milioni di km,  c sarebbe 2.505 milioni di km.